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Ricerche
Giuseppe Garibaldi
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È la ricerca genealogica base che è possibile svolgere in tutta Italia. Si svolge sui registri di Stato civile del Regno d’Italia dal 1866 fino ai primi del ‘900, e consente di arrivare presumibilmente agli antenati dei primi dell’800. In alcuni casi lo Stato civile inizia dal 1861, mentre in altri casi, come Roma, ex Stato Pontificio, dal 1871. Si svolge sui registri di nascita, matrimonio, morte e cittadinanza, ricercando il filo diretto ascendente, patrilineare o matrilineare, con l'aggiunta opzionale dei collaterali. Una ricerca che serve per gettare le basi per maggiori approfondimenti, è anche la meno costosa, anche se, i risultati non permettono di risalire molto indietro nel tempo (questa ricerca può essere integrata con tutte le altre ricerche).
Murat
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In applicazione del codice napoleonico lo stato civile fu istituito da Gioacchino Murat, re di Napoli, in applicazione ai decreti del 11 e del 29 ottobre 1808. In precedenza i registri dei battesimi, dei matrimoni e delle morti erano tenuti dai parroci, ai quali fu impedito di dare il battesimo e la benedizione nuziale senza la presentazione del certificato dello Stato civile. Dopo la restaurazione di re Ferdinando I di Borbone, nel maggio del 1815 fu ordinato che l’ufficiale dello stato civile, prendesse nota del battesimo e delle benedizioni nuziali dietro presentazione dei certificati che parroci erano tenuti ad inviare ai rispettivi municipi. Questa mole di documenti che va dal 1809 al 1865, costituisce la possibilità di condurre una ricerca genealogica che può giungere a trovare gli antenati tra la prima e la seconda metà del 700 e, a volte anche di fine ‘600. E’ una delle ricerche più complete, leggermente più costosa, ma che può dare davvero grandi soddisfazioni. Questa può essere unita a tutte le altre ricerche ed è esclusivamente ad appannaggio dei paesi e le province dell’ex Regno delle Due Sicilie (Sud Italia, compresa la Sicilia e la Sardegna).
Carlo VII di Borbone
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Il Catasto onciario, precursore degli odierni catasti, rappresenta l’attuazione delle norme dettate da re Carlo VII di Borbone nel 1753-54, per un riordino fiscale del regno di Napoli, progettato e diretto da Bernardo Tanucci. Qui possiamo trovare vari elementi utili alla ricostruzione genealogica. Oltre alle varie categorie di contribuenti; cittadini abitanti della città o forestieri, vedove e vergini, ecclesiastici e cittadini laici, ecc., e dei loro beni, troviamo anche le “rivele”, in cui il capofamiglia descriveva la composizione del proprio nucleo familiare. Spesso i Catasti, riportavano in calce anche lo “stato delle anime” dell’anno in cui vennero compilati. Questa ricerca può essere unita a tutte le ricerche da noi previste e vale esclusivamente per i paesi e le province sotto l'ex Regno delle Due Sicilie.
Papa Paolo III
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I più antichi documenti anagrafici normalmente disponibili sono i registri di nascita e di battesimo, matrimonio e morte redatti e conservati nelle parrocchie. L’obbligo della tenuta dei registri parrocchiali fu stabilito dal Concilio di Trento, convocato da papa Paolo III (Sec. XVI). Presso le parrocchie o gli archivi diocesani, sono conservati spesso anche gli “stati delle anime” in cui venivano annotati i componenti delle singole famiglie. Questi registri erano redatti, in genere, annualmente, in occasione della Pasqua e della visita nelle case per la benedizione. Questa mole di materiale consente di ricostruire alberi genealogici anche molto complessi, e consente di risalire tramite gli atti, se i documenti sono stati tutti conservati, anche fino ai primi del XV secolo. Questa ricerca su richiesta può comprendere anche i collaterali degli antenati (ricerca agnatizia). (Questa ricerca può seguire a quella prevista nel pacchetto Base e vale per tutta l'Italia).
Notar Iacopo da Lentini
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Quando le possibilità della ricerca genealogica sembrano svanire, oppure quando si vuole ritornare più indietro possibile nel tempo, alla ricerca di testamenti e capitoli matrimoniali, viene in aiuto l’Archivio notarile. Si tratta di tutti quei documenti redatti da un notaio secondo le forme prescritte dalla legge: con essi il notaio attestava legalmente e pubblicamente i fatti e gli atti giuridici avvenuti in sua presenza. La produzione degli atti notarili ebbe impulso a partire dal XIII secolo, ma nella maggior parte dei casi i documenti conservati all’oggi sono al massimo del XIV secolo. Questa è certamente, la ricerca più lunga, difficile e dispendiosa, ma è l’unica che può permetterci di arrivare dove gli altri documenti si fermano (questa ricerca può essere aggiunta al pacchetto Medio ed è già previsto in quello Avanzato) a completamento della documentazione che è possibile rinvenire attualmente negli archivi italiani.
Enrico Toti
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Questa ricerca è a integrazione delle altre, e serve a ricercare oltre a tutti i maschi visitati in età di leva, gli antenati militari, ed eroi di guerra. Le liste di leva contengono l’elenco di tutti i maschi residenti nel comune che avevano raggiunto l’età prescritta per la visita militare (l’età di leva variava a seconda dei periodi, ma perlopiù tra il 17° e il 18° anno di età). Qui sono registrati gli esiti della visita di leva. A questa documentazione si può aggiungere quella sui Ruoli matricolari militari, contenenti i dati degli uomini arruolati al servizio militare. Per ogni soldato il ruolo riporta il corpo, il numero di matricola, la data di arruolamento, i gradi, le medaglie, le sanzioni comminate e le eventuali diserzioni. Qui i militari venivano registrati dal momento dell’inizio della ferma.
Enrico Fermi (Doppia Cittadinanza)
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In Italia vige lo jus sanguinis, ovvero il diritto di ottenere la cittadinanza italiana (o doppia cittadinanza) se tra i propri antenati diretti è presente un italiano. Non c’è un limite di generazioni (l’antenato potrebbe essere vissuto anche nel Settecento o prima), ma ci sono diverse condizioni da rispettare (ad esempio, le donne trasferiscono la cittadinanza ai figli solo se nate dopo il 1948, altrimenti occorre istruire un processo). Considerato l’alto tasso di emigrazione registrato in Italia all’inizio del ventesimo secolo, diretto soprattutto verso Stati Uniti e Sud America, sono tantissime le persone che aspirano ad ottenere la cittadinanza italiana. Per poter richiedere la cittadinanza italiana occorre dimostrare senza ombra di dubbio di discendere da un antenato italiano, e per far ciò bisogna comporre il proprio albero genealogico diretto prima con i documenti del posto e, infine, con quelli italiani: estratti di nascita, matrimonio o, quando non disponibili (perché troppo remoti) con certificazioni di battesimo o matrimonio rilasciate dalle Diocesi. I documenti devono essere timbrati e firmati dall’ufficiale competente o dalla Diocesi di riferimento; una volta ottenuti vanno presentati in originale (copia cartacea) al Consolato Italiano del proprio paese. Il costo di questo servizio varia molto, e dipende da “quante informazioni” si conoscono sul proprio antenato italiano: se si conosce con certezza anno e Comune di nascita. Il costo di questa ricerca è variabile.
Araldica e stemma di famiglia
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L’araldica nasce intorno alll’XI secolo. E’ la scienza ausiliaria della storia che si interessa allo studio degli stemmi di famiglie o enti, e ne analizza la descrizione, che si chiama blasonatura. A partire più o meno dal XV secolo, vari araldisti, hanno iniziato a raccogliere e a disegnare gli stemmi delle famiglie (generalmente nobili) in opere organiche, chiamate blasonari, stemmari o armoriali. Grazie a queste opere, le più importanti delle quali sono conservate in archivi pubblici o privati, è possibile ricercare lo stemma appartenuto a una data famiglia. Gli stemmi non sono mai stati appannaggio solo dei nobili, ma anche di gilde e corporazioni di mestiere, e di chiunque avesse voluto adottarne uno: essi possono, infatti, essere anche stemmi di cittadinanza o borghesi. Assieme al cognome, lo stemma, è molto spesso una altro importante elemento di distinzione della famiglia. Si tratta dell’emblema che la contraddistingue, della storia illustrata del cognome. Quando gli stemmi richiamano direttamente, tramite figure araldiche, il cognome della famiglia (es: un leone per identificare la famiglia Leone), lo stemma o “arma”, viene detta “parlante”. La ricerca araldica è valida per tutta Italia e si può effettuare ed aggiungere, a discrezione, ad ogni pacchetto di ricerca.